Le braci

le braciOgnuno di noi ha delle certezze nel campo dei gusti letterari. Qualcuno preferisce i gialli, altri il fantasy, altri ancora i saggi. Tanto per fare degli esempi. Io per esempio so bene anche cosa non mi piace: le descrizioni. Le descrizioni nei libri mi provocano quel senso di smarrimento tipico di quando si perde il filo del discorso. Non capisco più niente quando ci sono di mezzo le descrizioni, muoio di noia, soprattutto se riguardano la natura e gli ambienti, meno con le persone e i loro aspetti psicologici. Ci sono casi, anche tra i miei libri preferiti, in cui ho letteralmente fatto finta di leggere le pagine che si dilungavano nelle descrizioni, facendo scorrere velocemente gli occhi, per passare direttamente all’azione. Questa era una mia certezza, fino a ieri. Continua a leggere

Fai bei sogni

fai bei sogniTorno da un mese e mezzo più che intenso, ricco di novità, emozioni bellissime, tanto lavoro e impegno.

Un mese e mezzo dedicato quasi interamente al progetto miaikea.com, che ovviamente vi invito a visitare, e che ha portato e porta ogni giorno soddisfazioni grandissime e inaspettate.  Senza cercare di dimenticare il lavoro e la vita quotidiana, pur mantenendo costantemente la mente, i piedi e le mani focalizzate su tutt’altro. Continua a leggere

Gli effetti secondari dei sogni

gli-effetti-secondari-dei-sogniNon siamo sempre noi a scegliere i libri da leggere. A volte sono loro che trovano noi, a me è successo in questo caso. Gli effetti secondari dei sogni di Delphine de Vigan mi è stato letteralmente messo tra le mani, al suono di: toh, tienlo tu che almeno lo leggi. E così è stato. Come dire, dal cotto e mangiato si passa al dato e letto. Continua a leggere

L’arte di guardare l’arte

arte di guardare arteNatale non è veramente Natale se sotto l’albero non ci sono dei libri. E lo scorso anno sono stati “pochi” ma buoni. Tanto che, visto anche il cambiamento delle mie abitudini avvenuto negli ultimi mesi, si leggono o piano piano o lasciando passare qualche giorno tra un autore e l’altro. Continua a leggere

Italiani di domani

italiani di domaniHo compiuto 30 anni a novembre. Lo stesso mese in cui ho stravolto la mia vita, iniziando un lungo e difficile viaggio verso l’acquisizione di una nuova professionalità lavorativa. Dopo la laurea mi ero detta solennemente: gioisci e respira, perché non dovrai più studiare e dare esami nella tua vita. E lo so, che si dice che gli esami nella vita non finiscono mai, ma a me ha sempre intimidito quel  momento in cui un professionista della materia, il docente, ti siede di fronte giudicando il tuo grado di sapere in maniera così sfrontata e diretta.  Continua a leggere