Mockingjay

Che poi arriva in un lampo un altro Venerdì del libro, e io non ho preparato niente di adatto. Nessun libro ggiovane, o per i piccoli o per le mamme. È che sono stata fuori tutta settimana. Fuori nel senso di pazza, sono uscita di senno per la trilogia di Hunger Games. Continua a leggere

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The Help

Ci sono giorni in cui le parole fremono per uscire, scivolano dalla mente alla punta delle dita fin sulla tastiera, o sul pezzo di carta.

Ci sono altri giorni invece in cui le parole chiedono solo di entrare, bruciano dentro o si posano lievi, rigirandosi e sedimentando, riempiendo vuoti e colmando ansie.

Questi sono stati quei giorni. Quelli in cui ho letto The Help di Kathryn Stockett. Continua a leggere

Shantaram

Dopo letture deludenti una dopo l’altra, ho deciso di tornare un passo indietro. Ho appena finito di leggere un libro che, per coincidenze fortuite o meno, è il secondo che leggo quest’anno  ambientato in India. Siccome quest’ultimo non mi ha provocato particolare trasporto comincio a scrivere del primo, che invece mi ha appassionato molto.

Shantaram di Gregory David Roberts è un volumone che ho comprato per ilmiolui per il Natale di due anni fa. Ero alla cassa con la pila di libri solita per questa occasione annuale, quando sento la libraia che parla con la sua collega e dice: “sì sì, quando finisco stasera me lo porto a casa, che deve essere bellissimo da leggere in inglese”. Toh guarda, il libro in inglese non era ancora nella mia pigna di acquisti e quindi con non calanche esclamo: “oh che bello, non è che ne hai una copia anche per me?” aspettandomi un titolo modaiolo tipo Twilight, che sì dai, magari non è proprio per lui ma sarà facile da leggere in inglese. Ignara perciò di ciò che stavo per comprare, mi si presenta alla cassa un tomo di 950 e passa pagine, scritto piccolissimo. Per fortuna la copertina è bella colorata (magra consolazione). Eh beh, ormai ho detto che lo compravo…non posso mica fare la figura di tirarmi indietro!!

Regalato e dimenticato, almeno da me (che ilmiolui ci ha anche provato a leggerlo poverino, ma la mole è veramente sconfortante). Fino al mio periodo inglese. Sì perché a cavallo tra lo scorso e quest’anno ho voluto cimentarmi con la lettura in inglese, che magari mi impratichisco un po’ (ahahha). Riesumato quindi dalla libreria, ho scoperto un piccolo (si fa per dire) gioiello. 

Il protagonista pare abbia voluto raccontare in questo libro la sua autobiografia (poi ha ritrattato dicendo che molto è inventato o solo ispirato ai fatti accaduti, ma penso solo perché parla di alcune realtà scomode a dir poco). Eroinomane e rapinatore, Gregory viene recluso in un carcere di massima sicurezza in Australia, e da cui riesce ad evadere. Si rifugia a Bombay, dove ne fa di ogni: vive in una slum, fa il medico, il mafioso, il carcerato, l’ambasciatore e molto altro. Nel romanzo si trovano tutti gli elementi giusti: mistero, amicizia, amore, battaglie, sorrisi e pianti.

Io non so quanto ho colto del libro, sicuramente avendolo letto in lingua originale alcuni passaggi me li sono persa, ma indubbiamente dalla prima all’ultima pagina è l’India la vera protagonista. Descrizioni crude e senza fronzoli di una realtà diversissima dalla nostra, che affascina e magnetizza anche nella disperazione.

E poi lo devo dire, le chicche raccontate intorno al romanzo contribuiscono a crearne il fascino. Pare infatti che l’autore sia poi tornato in Australia (perché arrestato in Germania) dove ha scontato la sua pena; il volume definitivo come lo leggiamo oggi è il risultato della seconda stesura, perché la prima pare sia stata distrutta dai carcerieri australiani. E capite, doveva averne di tempo per riscrivere da capo 1000 pagine!!

E se non vi ho ancora convinto, ecco qui la foto dell’autore.

Solo per questa, non potete non leggerlo!!

Ma se proprio proprio siete irriducibili, allora sappiate che potrete vedere presto la trasposizione cinematografica, in cui il protagonista è Johnny Depp. E ho detto tutto.