Il talismano

il talismanoNon so da dove cominciare per esprimere la sensazione che mi ha lasciato Il talismano di Stephen King e Peter Straub. Ho cominciato questo immenso tomo spinta da sentimenti contrastanti che scivolavano tra la delusione derivante dalla lettura di It e la speranza che la stessa fosse dovuta ad un momento sbagliato del mio approccio a questo autore. Perché Stephen King non può non piacerti, piace a tutti, è osannato in tutto il mondo, mi dicevo. E invece.

Invece capita che io ci riprovi con Il talismano, ok non è farina del solo sacco di King, non è horror ma fantasy, insomma non incarna forse le più alte vette dell’autore, ma non è questo il punto. Il punto è che io ci ho provato, sono arrivata fino in fondo alle 858 pagine che per fortuna erano digitali, se no la pesantezza sarebbe stata anche fisica, non solo mentale. Ma, niente, la scintilla non ha preso fuoco.

Non mi prende Stephen King. Forse perché io sono più il tipo che cerca i sentimenti nei libri, non le descrizioni. Perché anche nella vita vera i dettagli difficilmente mi attraggono; è la sensazione quello che mi rimane. Per cui a parte l’avvincente trama di questo libro, che da quando inizia si sa dove finisce, non so cosa ci sia. Un libro di formazione in cui ogni cosa viene descritta così oggettivamente in ogni singolo minuto che poi da avvincente appunto diventa quasi noioso.

Sono arrivata in fondo perché la premessa c’era: un amore smisurato per una madre malata, e il tentativo del figlio di salvarla ad ogni costo passando per le fiamme dell’inferno pur di vederla guarita. Mi ci potevo ritrovare in questo preambolo, mi ci volevo ritrovare. Ma non tutti i libri sono scritti per suscitare empatia.

E forse, come King non è un autore adatto a me, io non sono una lettrice adatta a King. Abbiamo scopi differenti, nella scrittura e nella lettura. E in fondo va bene così.

4 pensieri su “Il talismano

  1. L’ho letto, ormai, secoli fa e devo dire che mi era piaciuto, ma ero ancora agli albori della lettura e ggggiovane.

  2. Ma guarda non vuol dire, credo che per molti possa essere molto bello anche in età più matura, probabilmente sono io che faccio un po’ fatica col genere fantasy, le descrizioni troppo lunghe e taaaaaaante pagine da non vedere mai la fine😉

  3. Non saprei perché poi dopo qualche anno ho provato a leggere “la casa nel buio” che in un certo senso dovrebbe essere il seguito se non ricordo male, ma non sono riuscito a finirlo. King è bravo, scrive bene e come dici tu descrive dettagliatamente le cose, ma dopo un paio di libri ti risulta ripetitivo, se non noioso. Mi era piaciutl tanto “cuori in atlantide” soprattutto nella parte meno fantasy, magari puoi provare con quello 😉

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