Intervista col vampiro

 Ci sono libri
che non si penserebbe mai di leggere; ma non sempre si segue il pensiero: a volte c’è bisogno di ascoltare il cuore. Il mio cuore in questi mesi ha bisogno di certezze, niente sorprese, niente scherzi. Niente colpi di scena. Solo la sicurezza che tutto è come lo conosci. Camminare su un terreno stabile, dove tutto si puó controllare: anche (e soprattutto) le emozioni. Continua a leggere

I pilastri della terra



Da oggi scrivo per te. Perché so che non vedevi l’ora di leggermi per cogliere nuove sfumature del mio intimo, tu che mi conoscevi così bene. In verità ho sempre scritto consapevole che mi avresti letto, tu che hai sempre amato il mio modo di scrivere nonostante la schiettezza dei contenuti. E allora lo dico meglio: da oggi continueró a scrivere per te. 

I pilastri della terra di Ken Follet mi hanno accompaganata per un lungo e importante tratto della mia vita, e benché per molto tempo non abbia compreso il senso della mia lentezza nel leggerlo e la mia strenua riluttanza a cominciare qualsiasi altro testo, ora il perché mi è chiaro: ció che ha descritto tanto dettagliatamente Follet non è altro che la vita. E in una vita ci sono momenti meravigliosamente felici e pieni di luce ed altri terribilmente cupi e tristi, e spesso questi momenti si intersecano tra loro, rendendo l’esistenza così magica e misteriosa da rimanere un po’ intontiti.

Un libro che ho potuto apprezzare in oltre un anno di lettura, in cui la prima metà è pesata come un macigno, mentre la seconda metà mi è parsa acqua fresca. Ed è così, sempre: non c’è una vita più interessante di altre, ci sono momenti intensi avvolti da lunghi momenti di calma piatta. E io spero di ritornare presto nella bambagia della vita di tutti i giorni, perché a volte alcune esperienze sono più forti di altre.

E niente sarà mai più come prima, nel bene e nel male.

Nebbia – Scones salati

nebbiaNebbia di Ivano Mingotti è un romanzo difficile, sospeso, veloce eppure irrimediabilmente statico. Almeno questo è quello che ho sentito. Addentrarsi nella Nebbia di Ivano non è facile; è fredda, irrigidisce, e sconforta. Ma non solo. Continua a leggere

Splendore

splendoreMolti anni fa ho incontrato una psicologa. Durante il nostro primo incontro, alla fine di una conversazione di cui non ricordo il contenuto, avevo già capito tutto. E quel tutto l’ho riassunto in una frase che ancora oggi ricordo così bene come se fosse ieri: “lei mi piace, ma non mi piace quello che dice”. Continua a leggere

Fai bei sogni

fai bei sogniTorno da un mese e mezzo più che intenso, ricco di novità, emozioni bellissime, tanto lavoro e impegno.

Un mese e mezzo dedicato quasi interamente al progetto miaikea.com, che ovviamente vi invito a visitare, e che ha portato e porta ogni giorno soddisfazioni grandissime e inaspettate.  Senza cercare di dimenticare il lavoro e la vita quotidiana, pur mantenendo costantemente la mente, i piedi e le mani focalizzate su tutt’altro. Continua a leggere

Un giorno questo dolore ti sarà utile

E poi arriva il giorno in cui leggo il mio primo ebook. Posso dire, da ex-scettica, che il Kindle ha superato di gran lunga le aspettative (che in verità erano quasi nulle). Posso dirlo perché ero talmente immersa nella lettura che ho perso la mia fermata del treno, sono andata dritta per altre due, e sono dovuta tornare a casa a piedi. Per fortuna, anche se la mia macchina era parcheggiata due stazioni prima, sono scesa dal treno comunque vicino casa, e la camminata è stata una passeggiata di mezz’oretta (anche se erano le otto e passa di sera, e il mio umore non era esattamente dei più felici dopo otto ore di lavoro e due di viaggio per tornare a casa..). E pazienza.

Il merito della mia figura da faina di bosco va soprattutto al libro (ooops, ebook) che ho letto: Un giorno questo dolore ti sarà utile, di Peter Cameron. Il libro racconta la storia di un ragazzo di New York, che d’estate lavora nella Galleria di Arte Contemporanea della madre. Ora, solo per questo il romanzo ai miei occhi ha preso diecimila punti, ecchevelodicoafare!  Apprezzatissima la descrizione del lavoro in galleria, dove non entra quasi mai gente e dove sono esposte opere d’arte assurdamente definite tali e altrettanto assurdamente vendute a prezzi spropositati. Tanto vero da sembrare quasi una parodia.

Ma il libro parla di altro. Descrive la difficoltà del protagonista di comunicare e relazionarsi con gli altri, per paura di non essere capito. E ammetto che mi ha colpito. Molti credo provino o abbiano provato questa paura, certo non così estremizzata, io sì l’ho provata in passato. Paura non riuscire a dire o scrivere esattamente quello che senti dentro, perché talmente forte che ti sembra sia impossibile da catturare con le parole, perché verrebbe sminuito o non capito con la tua stessa intensità. Ma nella vita bisogna rischiare. Perché per cento che non comprendono appieno, ne basta uno che sa esattamente cosa vuoi dire. E allora la vita acquista un senso e un colore diverso. E allora vivi davvero.