Come lacrime nella pioggia

come lacrime nella pioggiaL’India mi rincorre, almeno nei libri. Mi cade addosso sempre per caso, ed è sempre una scoperta.
Questa volta mi è scivolata tra le mani grazie a Sofia Domino, autrice del romanzo Come lacrime nella pioggia, che punta i riflettori sulla condizione femminile in India. Continua a leggere

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Quattro etti d’amore, grazie – Arrosto con le patate

quattro-etti-d-amore-grazie-flipback-r_copertina_piatta_fo_flipL’avevo preannunciato: il momento in cui mi sarei cimentata con la lettura di un flipback.
E devo dire che, come previsto, non mi sono innamorata di questo formato; difficile da fruire, da tenere in mano, da sfogliare. Il mio plauso per l’azzardo e la ventata di novità, ad ogni modo, rimane inalterato. Continua a leggere

Splendore

splendoreMolti anni fa ho incontrato una psicologa. Durante il nostro primo incontro, alla fine di una conversazione di cui non ricordo il contenuto, avevo già capito tutto. E quel tutto l’ho riassunto in una frase che ancora oggi ricordo così bene come se fosse ieri: “lei mi piace, ma non mi piace quello che dice”. Continua a leggere

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

il centenarioSono libera. Mi sento libera. Come dopo aver scalato una montagna ed averla ridiscesa, dopo un lungo viaggio durato un anno, un’impresa per me epica, intensa e stimolante conclusa con successo e che porta con se una scia di profonda soddisfazione e senso di pienezza. Continua a leggere

Fai bei sogni

fai bei sogniTorno da un mese e mezzo più che intenso, ricco di novità, emozioni bellissime, tanto lavoro e impegno.

Un mese e mezzo dedicato quasi interamente al progetto miaikea.com, che ovviamente vi invito a visitare, e che ha portato e porta ogni giorno soddisfazioni grandissime e inaspettate.  Senza cercare di dimenticare il lavoro e la vita quotidiana, pur mantenendo costantemente la mente, i piedi e le mani focalizzate su tutt’altro. Continua a leggere

Tempo al tempo

tatianaSono passati due mesi, più o meno. Mesi in cui la mia vita è cambiata, stravolta. Per scelta. Dopo un periodo di insofferenza lavorativa mi sono decisa, e ho cambiato. No, ho sbagliato; in realtà l’insofferenza non era dovuta al lavoro in sé, che ero bravina e capa e colleghe erano più che fantastiche. La mia era vera e propria insofferenza da treno. Quella sensazione di nausea perenne al solo pensiero di affrontare due ore e più di viaggio alla volta, per lavorare meno di otto ore e tornare a casa sfatta, distrutta, incattivita col mondo e con me stessa. Continua a leggere