Di libri lasciati a metà (ma anche dopo 10 pagine)

Una volta era un mio dovere morale finire assolutamente i libri che iniziavo. Mi costringevo strenuamente a leggere pagine indigeribili con una caparbietà cieca, che se avessi avuto mai la stessa costanza per una delle qualsiasi diete che ho tentato di seguire nel corso della mia vita a quest’ora avrei sicuramente risolto i miei perenni problemi di peso. Continua a leggere

Come lacrime nella pioggia

come lacrime nella pioggiaL’India mi rincorre, almeno nei libri. Mi cade addosso sempre per caso, ed è sempre una scoperta.
Questa volta mi è scivolata tra le mani grazie a Sofia Domino, autrice del romanzo Come lacrime nella pioggia, che punta i riflettori sulla condizione femminile in India. Continua a leggere

Il gioco di ripper

isabel-allende-il-gioco-di-ripperNon sono una grande fan di Isabel Allende. Non perché non la apprezzi, ma perché non ho letto molti suoi libri. Sono a quota due, ed entrambi non sono annoverati tra i suoi best sellers. Il primo che ho letto è stato l’Isola sotto il mare: lento lentissimo all’inizio, mi ha costretto a forzarne la lettura fino almeno a metà libro, per poi scivolare veloce in un sorso d’acqua. Bello, bello, ma incostante nel ritmo.  Continua a leggere

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

il centenarioSono libera. Mi sento libera. Come dopo aver scalato una montagna ed averla ridiscesa, dopo un lungo viaggio durato un anno, un’impresa per me epica, intensa e stimolante conclusa con successo e che porta con se una scia di profonda soddisfazione e senso di pienezza. Continua a leggere

La figlia del boia e il monaco nero

la_figlie_del_boiaHo aperto dopo mesi la mia libreria di Anobii. E, volente o nolente, ho dato una sbirciata alle statistiche…ebbene, sono rimasta scioccata. Quest’anno ho letto 9 libri. Nove. L’anno scorso sono stati 44 (potere del pendolarismo). Di questi nove libri meno della metà sono di autori italiani, e solo uno- mi pare – è stato coronato dalle cinque stellette. In sintesi: non conosco gli autori italiani, ho letto pochissimo e libri flosci che non mi hanno entusiasmato per niente. Il 2013 mi lascia affamata di libri densi e pregni, gustosi, di quelli da lasciare il corpo la mente e il cuore pieni, sazi. Per questo forse mi sono dedicata al cibo, quello vero (se ci fosse bisogno di ulteriori giustificazioni fittizie per le mie abbuffate). Continua a leggere

Le braci

le braciOgnuno di noi ha delle certezze nel campo dei gusti letterari. Qualcuno preferisce i gialli, altri il fantasy, altri ancora i saggi. Tanto per fare degli esempi. Io per esempio so bene anche cosa non mi piace: le descrizioni. Le descrizioni nei libri mi provocano quel senso di smarrimento tipico di quando si perde il filo del discorso. Non capisco più niente quando ci sono di mezzo le descrizioni, muoio di noia, soprattutto se riguardano la natura e gli ambienti, meno con le persone e i loro aspetti psicologici. Ci sono casi, anche tra i miei libri preferiti, in cui ho letteralmente fatto finta di leggere le pagine che si dilungavano nelle descrizioni, facendo scorrere velocemente gli occhi, per passare direttamente all’azione. Questa era una mia certezza, fino a ieri. Continua a leggere

Maggiorenne

Per dire che domani mio fratello diventa maggiorenne. Tremore intenso alle ginocchia e occhi lucidi, nel ricordare come fosse ieri la sensazione (orribile) di quando l’ho visto per la prima volta dal vetro della nursery, settimino gracilino con un carico di colpe immeritato sulle spalle, e quella invece (meravigliosa) di quando l’ho preso in braccio per la prima volta al momento di portarlo a casa, piccolo batuffolo da cui sono volati via tutti i pesi con un soffio di vento e un bacio dato sulla piccola guancia morbidissima. Amore pieno, grandissimo, vero. Continua a leggere

La lettrice bugiarda

Questo libro me l’hanno prestato. Ci tengo a scriverlo perché questo è uno dei motivi per cui credo che i volumi cartacei sopravviveranno ancora per molto tempo. Perché uno dei piaceri maggiori, per me e quindi immagino anche per chi ama leggere, è prestare (anche se forse non per tutti è così) e regalare libri. E mi spiace, ma con il Kindle non si può. Grossa pecca.   Continua a leggere

Shantaram

Dopo letture deludenti una dopo l’altra, ho deciso di tornare un passo indietro. Ho appena finito di leggere un libro che, per coincidenze fortuite o meno, è il secondo che leggo quest’anno  ambientato in India. Siccome quest’ultimo non mi ha provocato particolare trasporto comincio a scrivere del primo, che invece mi ha appassionato molto.

Shantaram di Gregory David Roberts è un volumone che ho comprato per ilmiolui per il Natale di due anni fa. Ero alla cassa con la pila di libri solita per questa occasione annuale, quando sento la libraia che parla con la sua collega e dice: “sì sì, quando finisco stasera me lo porto a casa, che deve essere bellissimo da leggere in inglese”. Toh guarda, il libro in inglese non era ancora nella mia pigna di acquisti e quindi con non calanche esclamo: “oh che bello, non è che ne hai una copia anche per me?” aspettandomi un titolo modaiolo tipo Twilight, che sì dai, magari non è proprio per lui ma sarà facile da leggere in inglese. Ignara perciò di ciò che stavo per comprare, mi si presenta alla cassa un tomo di 950 e passa pagine, scritto piccolissimo. Per fortuna la copertina è bella colorata (magra consolazione). Eh beh, ormai ho detto che lo compravo…non posso mica fare la figura di tirarmi indietro!!

Regalato e dimenticato, almeno da me (che ilmiolui ci ha anche provato a leggerlo poverino, ma la mole è veramente sconfortante). Fino al mio periodo inglese. Sì perché a cavallo tra lo scorso e quest’anno ho voluto cimentarmi con la lettura in inglese, che magari mi impratichisco un po’ (ahahha). Riesumato quindi dalla libreria, ho scoperto un piccolo (si fa per dire) gioiello. 

Il protagonista pare abbia voluto raccontare in questo libro la sua autobiografia (poi ha ritrattato dicendo che molto è inventato o solo ispirato ai fatti accaduti, ma penso solo perché parla di alcune realtà scomode a dir poco). Eroinomane e rapinatore, Gregory viene recluso in un carcere di massima sicurezza in Australia, e da cui riesce ad evadere. Si rifugia a Bombay, dove ne fa di ogni: vive in una slum, fa il medico, il mafioso, il carcerato, l’ambasciatore e molto altro. Nel romanzo si trovano tutti gli elementi giusti: mistero, amicizia, amore, battaglie, sorrisi e pianti.

Io non so quanto ho colto del libro, sicuramente avendolo letto in lingua originale alcuni passaggi me li sono persa, ma indubbiamente dalla prima all’ultima pagina è l’India la vera protagonista. Descrizioni crude e senza fronzoli di una realtà diversissima dalla nostra, che affascina e magnetizza anche nella disperazione.

E poi lo devo dire, le chicche raccontate intorno al romanzo contribuiscono a crearne il fascino. Pare infatti che l’autore sia poi tornato in Australia (perché arrestato in Germania) dove ha scontato la sua pena; il volume definitivo come lo leggiamo oggi è il risultato della seconda stesura, perché la prima pare sia stata distrutta dai carcerieri australiani. E capite, doveva averne di tempo per riscrivere da capo 1000 pagine!!

E se non vi ho ancora convinto, ecco qui la foto dell’autore.

Solo per questa, non potete non leggerlo!!

Ma se proprio proprio siete irriducibili, allora sappiate che potrete vedere presto la trasposizione cinematografica, in cui il protagonista è Johnny Depp. E ho detto tutto.