L’arminuta

 Un titolo difficile da pronunciare e ricordare, una parola che affascina per il significato non immediato, da ricercare nel dialetto abruzzese. L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio mi ha strizzato il cuore per prendersi il mio dolore, lasciandomi esausta e piena allo stesso tempo. Continua a leggere

Annunci

Kafka sulla spiaggia

HarukiMurakami_kafka    Sono una a cui capita di dare seconde possibilità, soprattutto agli autori che non mi convincono e con i quali non ho avuto il classico “amore a prima lettura”. Per caso, e per fortuna, ad Haruki Murakami ne è toccata addirittura una terza: dopo una lettura non appassionante di Norwegian Wood, ed una a dir poco straziante di 1Q84 (di cui potete trovare memoria qui), è toccato a Kafka sulla spiaggia. Continua a leggere

mare al mattino

 Ci sono deserti e mari e oceani. Spazi infiniti, vuoti pieni di desideri, paure, attese. 
Ci sono persone obbligate ad affrontare tali distese per raggiungere un altrove fatto di speranza, fede, ignoto. Altre decidono volontariamente, spinte dalla stessa ricerca. La libertà, la voglia di riuscire, la sopravvivenza.
Vite in cui speranza e disperazione cieche si confondono, si mescolano tra le dune e le onde, dove finisce il deserto, dove finisce il mare.

Chi guarda ai margini respinge, non capisce, la sete, la fame. Di un luogo che si vorrebbe poter chiamare casa. Da un luogo che si vorrebbe poter chiamare ancora casa.

C’è chi affronta tutto questo fisicamente, li chiamiamo stanieri o immigrati, più spesso profughi, ancor peggio clandestini. Ma c’è anche chi sentiamo più vicino a noi, che questo viaggio lo compie con la mente: spazi infiniti di solitudine incompresione e disperazione magistralmente  celate dietro un’apparenza forzata, eppur così rassicurante, per quelli che sono gli altri.

Così lontani, eppur forse così vicini.

Intervista col vampiro

 Ci sono libri
che non si penserebbe mai di leggere; ma non sempre si segue il pensiero: a volte c’è bisogno di ascoltare il cuore. Il mio cuore in questi mesi ha bisogno di certezze, niente sorprese, niente scherzi. Niente colpi di scena. Solo la sicurezza che tutto è come lo conosci. Camminare su un terreno stabile, dove tutto si puó controllare: anche (e soprattutto) le emozioni. Continua a leggere

I pilastri della terra



Da oggi scrivo per te. Perché so che non vedevi l’ora di leggermi per cogliere nuove sfumature del mio intimo, tu che mi conoscevi così bene. In verità ho sempre scritto consapevole che mi avresti letto, tu che hai sempre amato il mio modo di scrivere nonostante la schiettezza dei contenuti. E allora lo dico meglio: da oggi continueró a scrivere per te. 

I pilastri della terra di Ken Follet mi hanno accompaganata per un lungo e importante tratto della mia vita, e benché per molto tempo non abbia compreso il senso della mia lentezza nel leggerlo e la mia strenua riluttanza a cominciare qualsiasi altro testo, ora il perché mi è chiaro: ció che ha descritto tanto dettagliatamente Follet non è altro che la vita. E in una vita ci sono momenti meravigliosamente felici e pieni di luce ed altri terribilmente cupi e tristi, e spesso questi momenti si intersecano tra loro, rendendo l’esistenza così magica e misteriosa da rimanere un po’ intontiti.

Un libro che ho potuto apprezzare in oltre un anno di lettura, in cui la prima metà è pesata come un macigno, mentre la seconda metà mi è parsa acqua fresca. Ed è così, sempre: non c’è una vita più interessante di altre, ci sono momenti intensi avvolti da lunghi momenti di calma piatta. E io spero di ritornare presto nella bambagia della vita di tutti i giorni, perché a volte alcune esperienze sono più forti di altre.

E niente sarà mai più come prima, nel bene e nel male.