Kafka sulla spiaggia

HarukiMurakami_kafka    Sono una a cui capita di dare seconde possibilità, soprattutto agli autori che non mi convincono e con i quali non ho avuto il classico “amore a prima lettura”. Per caso, e per fortuna, ad Haruki Murakami ne è toccata addirittura una terza: dopo una lettura non appassionante di Norwegian Wood, ed una a dir poco straziante di 1Q84 (di cui potete trovare memoria qui), è toccato a Kafka sulla spiaggia.

Ebbene, non so se con gli anni io sia maturata, o cosa sia effettivamente successo, ma è come se questo libro mi avesse letteralmente svegliata da un periodo di torpore, leggasi espressamente anche rifiuto totale per la lettura; mi ha letteralmente rapita e conquistata, facendomi tornare la voglia di prestare attenzione alle parole ed alla trama, riuscendo a farle risuonare dentro.

Tutte le sensazioni che ho sempre amato del leggere sono tornate con questo libro, a cui devo la mia nuova, spero lunga, vita da lettrice. Ho apprezzato e compreso finalmente anche il famoso Realismo Magico di Murakami, capace di far passare esperienze assurde ed esasperatamente sopra il confine della realtà come perfettamente plausibili ed addirittura normali. Tutto è possibile: anche farmi tornare la voglia di leggere, che sembrava sparita per sempre.

Complici meravigliosi della mia rinascita anche tutti i personaggi di questo romanzo: dal protagonista Tamura Kafka, che mi ha ricordato che la nostra vita è una continua ricerca di noi stessi, al bibliotecario Oshima, la signora Saeki, Nakata ed il suo aiutante, splendidamente dipinti e di cui mi sono totalmente innamorata.

Non ha un finale con il punto questo libro, lascia la vista aperta sul mondo, dopo un viaggio interiore difficile nel quale non vi sono solo risposte ma anche ipotesi sospese. Un viaggio pericoloso ed incerto che porta ai confini del sogno e a volte li supera, in cui serve essere forti senza dimenticare di essere sensibili, dove si è soli ma non sempre, e non per sempre.

Quindi Grazie Murakami, per aver sciolto i miei nodi e di aver aperto la mia pietra dell’entrata; spero di fare buon uso del regalo che mi hai fatto, e di non sprecarlo.

 

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4 thoughts on “Kafka sulla spiaggia

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