Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

il centenarioSono libera. Mi sento libera. Come dopo aver scalato una montagna ed averla ridiscesa, dopo un lungo viaggio durato un anno, un’impresa per me epica, intensa e stimolante conclusa con successo e che porta con se una scia di profonda soddisfazione e senso di pienezza.

Ora sono veramente libera di leggere, leggere per piacere. E ho già una fila lunghissima di titoli, una pigna di libri, una sfilza di consigli a cui non vedo l’ora di fare fronte. Il primo tomo che ho preso tra le mani e nel cuore è: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson. Questo libro ancor prima di aprirlo aveva tutte le carte in regola: buone recensioni, rilegatura in brossura, copertina divertente e carattere grande; in più una nota di colore che mi ha subito divertita, il nome dell’autore è compreso anche nel suo cognome (non c’entra niente ma l’ho notato, e non posso fare a meno di pensarci tutte le volte che lo dico, scrivo, leggo).

La storia è divertente, dalla scrittura scorrevole e non particolarmente elaborata: Allan Karlsson il giorno del suo centenario scavalca la finestra dell’ospizio in cui è ospite e dà vita a una serie di spassosi episodi intervallati dal racconto della sua lunga e interessante vita. Nel corso dei suoi cento anni infatti ha incontrato le più importanti personalità politiche del ‘900, dal Generale Franco al Presidente Truman, a Mao, e anche le situazioni più difficili vengono affrontate con ironia e un pizzico di follia.

Molte recensioni che ho letto, da quelle di critici letterari a quelle dei blog, paragonano la figura di Allan Karlsson a quella di Forrest Gump, poiché entrambi si ritrovano in situazioni più grandi di loro senza volerlo e affrontano tutto con semplicità. Eppure, sinceramente, io non ho avvertito questa somiglianza. La qualità infatti che spinge Forrest a compiere gesta epiche è l’ingenuità che stimola nello spettatore un moto di affetto e tenerezza. In Allan questa qualità non è affatto presente: egli si dimostra in più di una situazione intelligente e calcolatore. Semplicemente, Karlsson è un uomo che non pensa al futuro, che si lascia trasportare dagli eventi con indifferenza, che di disinteressa completamente di politica e che proprio per questo riuscirà a destreggiarsi in quell’ambiente per tutta la vita.

Non ho provato tenerezza nel leggere la vita di Allan, solo molta simpatia mista a un briciolo di irritazione. Vorrei poter lasciarmi trasportare come lui senza farmi prendere emotivamente dagli eventi, in modo da prendere il meglio dalle occasioni non sempre positive della vita. Ma purtroppo, o per fortuna, non riesco a farmi scivolare le cose addosso come lui. Ad ognuno la sua forza.

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3 thoughts on “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

  1. Ho sempre desiderato leggere questo libro e puntualmente quando entro in libreria me ne dimentico e ne compro un altro. Vista anche la tua recensione direi che devo decisamente rimediare!

  2. Ciao! Sono approdata sul tuo blog ed ho trovato molto interessanti le tue opinioni e recensioni sui libri che hai letto… Anche io, come te, ho letto “il centenario” e devo dire che concordo appieno con queste tue parole:
    “Non ho provato tenerezza nel leggere la vita di Allan, solo molta simpatia mista a un briciolo di irritazione. Vorrei poter lasciarmi trasportare come lui senza farmi prendere emotivamente dagli eventi, in modo da prendere il meglio dalle occasioni non sempre positive della vita. Ma purtroppo, o per fortuna, non riesco a farmi scivolare le cose addosso come lui. Ad ognuno la sua forza.”
    Devo dirti però che alla fine la mia recensione (personale) non è generosa come la tua. Secondo me è un libro di cui si può fare tranquillamente a meno… non sono riuscita a bypassare l’irritazione!

  3. Ciao Elisa!
    In effetti l’irritazione che suscita non è poca…ma mi sono lasciata trasportare dalla storia! Grazie per i complimenti!
    A presto!!

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