It

IT coverHo iniziato questo libro molti mesi fa, a maggio 2013, nella sala di aspetto di un ospedale. Non so perché scelsi proprio questo libro, e proprio Stephen King. O forse si, inconsciamente, ma l’ho capito solo ieri sera, dopo qualche giorno di metabolizzazione dalla sua agognata fine.

Ho sempre avuto paura e nello stesso tempo sono sempre stata attirata dal genere Horror.    E ho scelto proprio It perché ho sempre e solo visto spezzoni raffazzonati e cronologicamente scomposti del film tratto dall’omonimo romanzo durante questi ultimi vent’anni. Ho sempre girato canale angosciata e spaventata dopo una media di dieci secondi. Quindi eccomi arrivata alla resa dei conti: avevo inconsciamente bisogno di un libro che mi aiutasse a esorcizzare e incanalare la Paura, con la P maiuscola, quella che ti prende in una sala d’aspetto di ospedale, la paura dell’impotenza, la paura che non puoi rivelare perché non si può dire e mostrare, perché devi essere forte in una sala di aspetto, mentre aspetti. E speravo che It mi aiutasse a vederla in faccia e affrontarla questa paura, attraverso le sue pagine, che mi prendesse e mi portasse via con la mente, con le emozioni e le parole. E invece.

Invece ha prevalso la mente e le parole che ho letto in quelle interminabili e angoscianti ore  hanno risuonato a vuoto dentro di me, che leggevo senza afferrare, senza capire, senza provare niente. E quelle pagine sono girate lente come la lancetta dell’orologio che ha scandito quel tempo, in cui la paura si è tramutata in sollievo e infine in un pianto di gioia che ha stemperato ogni tensione.

Forse questo inizio di lettura travagliato ha poi compromesso l’intero rapporto con il libro, ma devo ammettere che sono arrivata alla fine stremata e confusa, come se avessi appena concluso un’impresa titanica. Non era tempo per te, per noi, Stephen King. Se esiste il libro giusto per il momento giusto, di sicuro questa volta ho toppato. Il punto è che non so se ci sarà una seconda chance…ma mai dire mai.

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2 thoughts on “It

  1. Confesso che io, pur essendo un forte lettore, uno che macina un libro dietro l’altro, Stephen King non l’ho mai affrontato.
    Non per paura dell’Horror, ma unicamente perché è un autore molto lontano dai miei interessi letterari.
    Nicola

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