Il dilemma del Chronological reader


foto-19A rieccomi. Con un dilemma che mi attanaglia da mesi. Perché sarò sì impegnata col nuovo lavoro, che raggiungo in macchina, e quindi sarà anche vero che mi è stato tolto il tempo per leggere che avevo in treno (guadagnandone peraltro in tempo per le altre quisquiglie quotidiane, tipo cenare ad un orario decente), ma è altrettanto vero che il problema principale è questo: sto leggendo un libro esattamente da maggio 2013…e non l’ho ancora finito.

Il volume incriminato è IT di Stephen King: che breve non è, ci sta, ma io ne ho lette 1000 pagine su 1446. Praticamente 200 pagine al mese. Praticamente mi mancano altri due mesi per finirlo. Non ce la posso fare.

E sarebbe un attimo dire: “massì se non ti piace mollalo lì e iniziane un altro”. Eh no, non si può. Perché io lo “devo” finire. Perché se ora non mi prende (dopo 1000 pagine) ma poi mi sorprende nel finale, e quindi mi perdo la parte migliore? Perché se ora non lo capisco, ma me lo gusterò a scoppio ritardato? Perché insomma io lo devo finire, devo sapere come va a finire. Punto. E non mi serve leggere un riassunto per farmene una ragione; sono io che devo arrivare fino in fondo, magari barando un po’ con una sorta di lettura veloce, ma pagina per pagina.

Su questo mio blrillante atteggiamento mi sono soffermata grazie a questo articolo qui tratto da libreriamo.it, in cui si elencano i vari tipi di lettori. Incollo sotto quelli in cui inevitabilmente mi riconosco:

L’HATE READER – Questo tipo di lettore è quello che divora i libri, ma non ne apprezza il contenuto. E’ molto critico riguardo lo stile degli autori e le trame, trova sempre da ridire, probabilmente perché è lui stesso ad essere un aspirante scrittore mai riuscito ad emergere. Nonostante faccia apparire tutta questa sua criticità, legge avidamente tutti i testi e, segretamente, li apprezza.
IL CHRONOLOGICAL READER – Lento e costante, questo lettore vince sempre la gara. Questo tipo di lettore acquista un libro o talvolta lo prende in prestito in biblioteca, lo completa, e solo dopo incomincia una nuova  lettura. Può anche abbandonare la lettura di un testo, ma è molto raro e soprattutto porterà sempre con sé un fortissimo senso di colpa. Il suo motto è: non importa quando, l’importante è arrivare alla fine.

Al di là del fatto che non sono un’aspirante scrittrice, ora capite, che chi divora libri e ha fame, sempre, costantemente, non può restare per mesi sulla stessa minestra (e hai voglia a riscaldarla per 5 mesi). Ma essendo una Chronological reader devo arrivare alla fine. Non c’è via d’uscita. Ci si sente quindi tra un paio di mesi, con la non-recensione di IT.

P.s.: colgo l’occasione, in ritardo come sempre, per ringraziare di cuore Clumsy per il bel premio: mi piace moltissimo leggerti e quindi apprezzo ancora di più! Inoltre vorrei rassicurare Gioacchina: abbi fede, risponderò sulle copertine e sulle “malattie libresche”!!! Leggetevi i loro blog, ne vale la pena!!

E poi, se vi va, io son curiosa di sapere che tipi di lettori siete voi, ché magari (o di sicuro) scopro di non essere l’unica ad avere fisse strane!

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10 thoughts on “Il dilemma del Chronological reader

  1. IT non è il mio genere. dubito che proverò a leggerlo. da lettore, invece, sposo totalmente la filososofia sui diritti del lettore di pennac, quelli di “come un romanzo” (non ho il link sotto mano ma in rete dovresti trovarli facilmente)

  2. Neanche il mio genere, evidentemente. Ma dovevo assaggiarlo per rendermene conto, e ahimè sono rimasta incastrata. Per quanto riguarda Pennac, come si puó intuire io non sposo il diritto di abbandonare i romanzi (il senso è quello)..ma non per scelta, è proprio una sorta di dovere, non posso farne a meno 🙂

  3. Di Stephen King ho letto nell’ ordine:

    Cell
    Joyland
    Christine la macchina infernale
    22/11/’63
    The Dome
    Ossessione
    Carrie

    Sono state tutte e 7 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Ciò che apprezzo di più di Stephen King é l’ empatia che riesce a creare tra il lettore e i personaggi del romanzo. Ad esempio, mentre leggevo 22/11/’63 mi affezionavo profondamente non soltanto al protagonista, ma anche ai personaggi di contorno. E’ davvero un’ abilità non comune.
    Visto che abbiamo dei gusti letterari in comune, spero che questo mio post ti dia degli spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/. : )

  4. Ciao wwayne, grazie mille per gli spunti (in realtà non ho letto nemmeno uno degli autori che hai citato, quindi il consiglio è ancora più apprezzato!). Per quanto riguarda King, proprio quei viaggi in un unico libro a cui fai riferimento mi stanno facendo impazzire. Sinceramente trovo siano dispersivi, e che in questo modo si perda la bellezza della trama principale divagando in corollari a mio parere spesso superflui.

  5. Sì, in effetti i libri di King raramente hanno un unico personaggio principale e un’ unica trama: anche quelli che sembrano ruotare attorno ad un solo protagonista o ad un solo tema narrativo prestano in realtà molta attenzione anche ai personaggi di contorno e alle sottotrame ad essi collegate. Questo vale soprattutto per “The Dome”, dove in pratica a ciascun abitante del paesino in cui é ambientato il romanzo é dedicato uno spazio di almeno 2 o 3 pagine. Sebbene “The Dome” sia un libro molto dispersivo, é comunque di una bellezza unica. E’ un libro così scorrevole e coinvolgente che, nonostante la lunghezza, l’ ho finito in 5 giorni. Ti straconsiglio di leggerlo anche tu. Grazie a te per la risposta! : )

  6. Sappi che anche a me piace moltissimo leggerti e che anche io sono una “chronological reader”. Aspetto di leggerti ancora e… ovviamente buona lettura!

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