Italiani di domani

italiani di domaniHo compiuto 30 anni a novembre. Lo stesso mese in cui ho stravolto la mia vita, iniziando un lungo e difficile viaggio verso l’acquisizione di una nuova professionalità lavorativa. Dopo la laurea mi ero detta solennemente: gioisci e respira, perché non dovrai più studiare e dare esami nella tua vita. E lo so, che si dice che gli esami nella vita non finiscono mai, ma a me ha sempre intimidito quel  momento in cui un professionista della materia, il docente, ti siede di fronte giudicando il tuo grado di sapere in maniera così sfrontata e diretta. 

Eppure oggi, dopo qualche anno dalla laurea sofferta, desiderata e appassionata, mi trovo di nuovo sui libri, pronta ad affrontare un nuovo percorso educativo. Diverso e assolutamente lontano dal mio bagaglio culturale, per il quale ho sudato e lavorato, passato notti insonni e giornate per vie e musei, ma che ahimè non mi ha portato molto lontano, se non con la mente e con il cuore. E tanto basta (e avanza direi, ché a volte ad alcuni purtroppo è mancato anche questo).

E per i miei 30 anni, e suppongo anche di buon auspicio per la mia scelta di rimettermi in gioco, mio padre mi ha regalato Italiani di domani – 8 porte sul futuro di Beppe Severgnini. Un libro che non mi ha ispirato molto, al solo guardarlo, ma che schiudendolo mi ha aperto, o meglio riaperto, un mondo. Ho apprezzato il coraggio di Severgnini di scrivere rivolgendosi direttamente a noi nati negli anni ’80, anche se il libro potrebbe essere letto a più livelli. Coraggio di scrivere a una generazione sfiduciata, stanca di lottare per rimanere a galla, ormai disillusa. Non ci sono ricette per uscire da una situazione di stallo, a volte – e spesso – anche solo mentale, per trovare la via della felicità e del successo lavorativo. Nel libro si descrivono con semplicità e chiarezza comportamenti utili da adottare per provare a rischiare di nuovo, con passione rinnovata e ottimismo.

Non ho trovato lo svelamento di alcun arcano che mi permetta di riuscire nella vita, e in effetti neanche lo cercavo; credo però che sia estremamente utile mettere nero su bianco concetti che già conosciamo, ma che a volte dimentichiamo o prendiamo alla leggera, per non perderli mai di vista e magari provare a metterli in pratica.

E questo spero di riuscire a fare nel mio prossimo futuro lavorativo: mettere tutta me stessa, sfruttare le mie qualità professionali e personali, con onestà e serietà, attenzione e precisione, e soprattutto passione, per poter trovare finalmente la mia collocazione nel mondo. Finché dura e non mi annoio.

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