Fiori nel fango

Sono indietro con le impressioni sui libri. Per esempio, Fiori nel Fango di Hillary Jordan l’ho letto a giugno, credo, e dopo di questo ce ne sono altri tre o quattro. Quindi ormai non mi ricordo quasi più niente. Questa mia memoria a breve termine è davvero limitante.

In ogni caso, benché forse la trama non sia più perfettamente scolpita nella mia mente, provo ad afferrare qualche sensazione che si intravede ancora oltre la coltre nebbiosa e aggrovigliata dei miei pensieri, che evidentemente vanno più veloci di quanto io riesca ad afferrarli.

La storia raccontata in questo romanzo mi ha colpita; soprattutto l’inizio, in cui viene descritta la protagonista trentenne zitella, disperazione e grave cruccio di una famiglia borghese di fine ottocento, o giù di lì. Chiaramente la collocazione temporale è stata debitamente cancellata dalla mia massa grigia, ma più o meno il periodo era quello. Il dato importante è che, non si sa come, la zitella trova miracolosamente marito (chiaramente è il primo uomo che le dimostra qualche attenzione, e lei pur di non rimanere sola a vita a fare la maglia ci si getta a capofitto, a conferma della teoria: mal che vada, se non trovo l’amore mi butto su un brav’uomo).

Il marito però, bello possente e intelligente, è sì un benestante borghese, ma anche un patito della campagna. E costringe la sua dolce mogliettina a trasferirsi tra i campi, in una casa senza bagno interno né elettricità, e senza manco la servitù ventiquattr’ore su ventiquattro.

E questo è solo l’inizio, il pretesto, poi si dipana la vera storia, a tratti banale ma a mio parere molto carina.

Ma la domanda che mi è rimasta in testa dopo tutti questi mesi è: possibile che per amore, se così si può chiamare, si possa essere disposti a sacrifici tanto grandi? Possibile passare letteralmente dalle stelle alle stalle e fare la Cenerentola al contrario, da principessa servita e riverita a lava pavimenti?

Che compromessi siamo disposti a fare per amore? E snaturare totalmente sé stessi, può definirsi un compromesso davvero accettabile?

Io credo di no. Credo che i compromessi siano connaturati nel concetto di coppia, ma credo anche nel principio del dare-avere, o mezzo e mezzo, diciamo così. Credo che annullare completamente la propria personalità e la propria indole non possa essere sinonimo di amore. Di sicuro non per sé stessi.

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7 thoughts on “Fiori nel fango

  1. I compromessi sono connaturati nel concetto di umanità: quando ci sono di mezzo i sentimenti, la posta raddoppia.
    Bella (non) recensione, mi ha coinvolta 🙂
    G.

  2. Nei libri che ricordiamo c’è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.

    Suz

  3. Hai ragione!!! Mancano anche a me!! 🙂 periodo incasinato ma testa sempre in fermento e mani che prudono, quindi abbi pazienza ancora un poco!! E grazie mille per il sostegno, davvero!!!

  4. (Mi ero dimenticata di dirti che ti ho mandato un invito per accedere al mio blog dato che è privato, ma non so se l’hai ricevuto o meno)
    D’accordo, aspetterò : )

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