Eleanor Rigby

Non sono brava a scegliere libri per l’estate. In realtà, non ho mai scelto i libri a seconda delle stagioni. So solo che magari in vacanza è meglio leggere libri spensierati, storie poco complesse. Giustappunto l’anno scorso mi sono spupazzata in un giorno uno degli ultimi libri della Mazzantini che parlano di divorzio e delle sue implicazioni tragiche, fisiche e psicofisiche. Vabbè, volevo morì. 

Per fortuna non sono ancora in vacanza, ma la mente ha bisogno di svago in un periodo pesante per il caldo atroce, che non ammette tregua, se non per farmi venire il raffreddore. E chiaramente, poiché la legge di Murphy mi accompagna come un corvo sulla spalla, mi capitano a tiro libri che parlano di tragedie, storie difficili o complesse, che impiegano sforzi mentali anche medi quando la predisposizione è nulla.

Eleanor Rigby non rientra pienamente in questa schiera. La scrittura di Douglas Coupland è scorrevole e semplice, da leggersi in un fiato. La protagonista di questa storia fa presagire un pomeriggio di belle speranze di lettura: si sente sola ed è cinica come una vera zitella acida, uno dei miei tipi preferiti per intenderci. Inoltre è schietta: sono grassa, ripete in più punti, non vi immaginate una Demi Moore o roba del genere, io sono grassa e non sono bella, non lo sono mai stata. Senza scendere in apparente commiserazione, si vanta della sua adesione alla realtà. Schietta, vera, sincera. Io che sono la paladina delle Bridget Jones “de no artri” l’ho trovata veramente simpatica all’inizio, una donna che si sente sola e che ha una vita piatta, al di sotto della media, non può che avere tutto il mio apprezzamento letterario. Finalmente.

Ma. Poi ecco che si scivola. E si scopre che la sua non è affatto una vita vuota, priva di imprevisti e triste. Ma interessante e a tratti sconvolgente, alla fine surreale. E allora spunta la delusione. Cara Liz (così si chiama) se non avessi mentito a te stessa e ai lettori, non avrei avuto tanto amaro in bocca alla fine. Non puoi spacciarti per una sotto la media, brutta grassa cinica e con una vita solitaria e noiosa, e poi sfatare tutti questi miti, uno alla volta. O forse no. Forse il succo del discorso è che basta essere predisposti alla vita e alle relazioni, per goderne al meglio e trovare la felicità. Pronte ad accogliere ciò che il caso e il destino ci hanno preparato. Da Bridget Jones a PollyAnna, per capirci.

Credo ci penserò su, ma solo dopo aver mangiato un muffin alla cannella, alla fine non solo lo spirito vuole la sua parte!

 

 

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