Apologia di una non-recensione

In questi mesi saltello tra i blog e i siti letterari, in modo particolare visito quelli che si occupano di recensioni di libri. E ogni volta penso a quanto siano professionali, con i dati tecnici dei volumi comprendenti prezzo e numero di pagine, con una descrizione più o meno, spesso meno, sintetica della trama (dicasi spoiler), con critiche puntuali e piene di riferimenti letterari.

E io le ammiro, le persone che riescono a fare critica sui libri, a recensire così attentamente senza scadere nel personale. E penso che io non sono in grado. Poi ci penso un po’ di più, e capisco che proprio non mi va neanche di provare. Perché per me contano le emozioni. Sempre, in ogni campo. Non mi interessa molto in realtà raccontare la trama di un libro, parlare della biografia dell’autore, capire da chi prende spunto e se ci sono riferimenti letterari e non.

Se voglio avere indicazioni sull’argomento trattato in un volume, capire chi è lo scrittore e la sua vita, e sapere a chi si ispira, mi documento su internet, sugli altri blog, su siti vari. Io certo non riuscirei a fare altrettanto, nè così bene.

Ciò che mi interessa davvero, è cogliere le sfumature che mi risuonano dentro mentre leggo, quali sono le mie sensazione e come un libro si inserisce nella mia vita, con quali parole e con che potenza. E quindi, scriverci su. In pratica parlare dei fattacci miei, con la scusa di parlare di libri. Nascisista??? Forse solo un pochino…

Il punto è che tutta la mia vita è così. Anche con l’arte, per questo adoro quella Contemporanea. Perché pur sapendo che la tecnica e il contesto sono importanti, è quello che ti fa provare un’opera, come ti rapporti ad essa, che stravolge tutto. Come col cibo; quando mangio una torta non penso a quali ingredienti la compongono e come vengono amalgamati, mi crogiolo assaporandone la dolcezza nel palato e godendomi il momento (e penso anche a quanto me ne prenderei un’altra fetta…ma vabbè).

Così coi libri; le parole risuonano nella mente, si arrotolano nel palato e si posano sul cuore. Ognuna con un peso, ognuna con un’emozione.

E allora va bene, anche se non so e non posso scrivere delle vere recensioni. Mi bastano le mie non-recensioni.

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7 thoughts on “Apologia di una non-recensione

  1. sono perfettamente d’accordo con te, nessun dettaglio tecnico nel mio blog, solo un mare di chiacchiere che spaccio per consigli letterari 🙂 In realtà il mio blog parla di me attraverso i libri che amo e non potrebbe essere altrimenti e io stessa cerco recensioni o dettagli sui siti delle librerie online!

  2. meno male allora che non sono da sola 😉
    p.s.: il tuo blog mi piace proprio per questo, perché ci metti soprattutto del “tuo”!!!

  3. Anch’io, anch’io faccio come te!A volte mi dimentico di dire quale sia la trama e la aggiungo in un secondo momento, giusto per far capire l’argomento oppure la copio e incollo da Internet, ma dò spazio soprattutto alle frasi che mi sono piaciute di più, perchè come dici tu le ho sentite più mie. Sì, ci piace avere conferma di ciò che sentiamo e pensiamo e quando lo ritroviamo consacrato in un libro prende una spetto così nobile………….largo spazio alle emozioni!Tra l’altro cerco proprio queste non-recensioni per prendere spunto per altri libri interessanti!Sono dalle parole emozionate di chi lo ha letto capisco se potrebbe piacermi, non dalla trama!
    ciao, ciao!

  4. Una recensione nasce da chi la scrive, volente o nolente, e rilfette per forza di cose il suo punto di vista: che poi può voler accontentare o meno chi lo paga per la recensione oppure chi lo legge e lo segue.

    Non credo sia necessario specificare che quanto recensisco sia frutto di una personale decisione e che nulla percepisco a fronte di quanto scritto 😉 Mi è capitato comunque di aggiungere, soprattutto nei post scritti nell’ultimo mese, alcuni dettagi, perchè ci sono stati amici che me lo hanno chiesto esplicitamente (“così non devo poi fare un’altra ricerca in google dei dati”): è un esperimento, a me non costa fatica e resta a parte rispetto alle mie riflessioni, che talvolta sono concatenate alla trama, a volte se ne distaccano e, come federicasole, me ne ricordo solo marginalmente.

    Ma credo che questo sia il lato ultra positivo di avere un blog personale, no? Potrò scriverci quello che volgio io e basta?

    Baci
    Grazia

  5. “è quello che ti fa provare un’opera, come ti rapporti ad essa, che stravolge tutto”
    Esattamente ciò che anche secondo me dovrebbe essere il risultato 🙂

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