L’ombra del vento

Eh ormai dovrei saperlo, non mi devo mai fidare della prima impressione. Anche con le persone è così: se uno a pelle mi sta proprio sulle palle è quasi sicuro che conoscendolo diventerà il mio migliore amico. Ho più di una esperienza simile sul mio curriculum di relazioni. Probabilmente il mio cervello ragiona al contrario.

Con il libro L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn è successa esattamente la stessa cosa. Io ero assolutamente prevenuta, soprattutto perché annoveravo questo romanzo tra i  libercoli da Autogrill, coi quali ho avuto brutte esperienze passate. E sì che quelle volte ero andata quasi sul sicuro, scegliendo sugli scaffali di passaggio (io, non loro) autori che sapevo a me graditi; sono passata da Eco col suo Cimitero di Praga, alla Mazzantini con Nessuno si salva da solo, a quell’autore X (sicuramente sarà famosissimo ma non ho voglia di cercare, e non me lo ricordo) con La biblioteca dei morti, o una roba così. In effetti tutti questi libri comprati in Autogrill sono stati sfortunati, perché a dire il vero di Eco ho adorato solo il Nome della rosa, di mille anni fa, e poi non ho letto altro, la Mazzantini poverina ha toccato L’Argomento, quello proprio tabù per me, innominabile peggio di Voldemort (ossia l’esperienza di separazione di una coppia), e che ne poteva sapere lei! E l’ultimo, beh, è un libro X, di un autore X, quindi non mi è rimasto molto.

Tra i libri da Autogrill L’ombra del vento per me era il peggiore di tutti: si trova ovunque, in qualsiasi piazzola, in centinaia di copie. Con una copertina poco accattivante a mio parere; un lampione e una strada con una fitta nebbia..mah (che poi io il padre e figlio mica li avevo mai notati, pensavo fossero una persona sola), rimando sicuro a una storia sdolcinata e strappalacrime.

Beh, mi sono sbagliata di grosso. Ormai lo so, non posso più fidarmi di me stessa, meglio ricorrere ai pareri altrui. E dopo averne sentiti e letti moltissimi positivi, dopo anni mi ci sono avvicinata al romanzo, e ci sono annegata dentro. Tutto ti prende da subito, dal Cimitero dei libri dimenticati (altro che quello di Praga), alla storia ben costruita e accattivante.

Forse uno dei pochi libri che mi è dispiaciuto finire. Meno male ce ne sono altri due!

 

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4 thoughts on “L’ombra del vento

  1. Purtroppo dopo aver letto questo libro ogni altro di Zafon sembra il nulla assoluto in confronto. Il titolo effettivamente sembra da libro per lettori di Twilight. L’ho consigliato a chiunque, è un modo per rendere il mondo un po’ più… libresco, se si può dire. E anche se non si può dire.

  2. assolutamente, libresco è il termine adatto. Non sei il primo a dirmi che gli altri suoi non reggono il confronto, mi hanno consigliato Marina, e credo lo leggerò, tu che dici?

  3. Stessa sensazione di “fuga a prima vista” seguito da “vediamo che piega prende”.
    Mano mano che leggevo mi appassionavo ed infine sono rimasta sorpresa: del libro e di me stessa. Rimango dell’idea che non sia il mio genere (molto surreale), tant’è che non ho neanche provato a leggere altri libri di Zafòn.

  4. io penso proverò a leggerne altri, giusto per farmi un’idea sull’autore. Ma molto più avanti, ho una lista lunghissima di libri che non vedo l’ora di leggere prima!! e poi in verità, siccome mi hanno detto che gli altri suoi libri non sono all’altezza di questo, ho paura di rimanere “delusa”..

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