La dama e l’unicorno

Ci sono giorni in cui penso che gli studi che ho fatto non siano serviti a niente. E le giustificazioni che si cerca di dare di solito, tipo ” ho studiato per passione” “è tutta cultura e formazione di senso critico”, non funzionano. Mi sembra di aver sbagliato tutto, che aver scelto col cuore non sia stata la decisione più saggia. Perché quando insegui un sogno e ti scontri con la realtà ti accorgi che che le due forme non sono conciliabili, che la bella teoria non c’entra niente con la mera pratica. Io con la realtà mi ci sono schiantata. Credevo che solo riuscire a fare un lavoro che coincidesse con la mia passione fosse importante. In parte mi sbagliavo. Perché nella realtà esistono mille variabili che devono convivere in un equilibrio che spesso non esiste. Perché se anche ti ritrovi a fare un lavoro che ti piace, che è quello per cui hai impiegato tanti anni di studio e impegno, poi magari ti ritrovi a far fronte ad ansie, stress e compromessi legati al lavoro, ma che con la tua passione non hanno niente a che fare. Io ci ho provato più volte, ma per me il compromesso era troppo grande e…ho mollato. Anche se a me non piace vederla proprio in questo modo. Non è che ho proprio gettato la spugna, ho scelto di conservare e preservare il mio sogno, per non sporcarlo con la realtà. Non voglio che ciò che più amo nella vita diventi un veicolo di sensazioni negative. E non è una giustificazione.

Quando penso che i miei anni di studio di Storia dell’Arte siano anni buttati, so cosa devo fare per tornare in me, e per scacciare questo pensiero, frutto solo della frustrazione momentanea ma che non è mio veramente. Devo leggere romanzi come questo. La dama e l’unicorno di Tracy Chevalier mi ha permesso di rimettere a fuoco i pensieri.

Il libro racconta la storia della creazione di un ciclo di arazzi fiamminghi della fine del XV secolo, oggi esposti a Parigi al Museo nazionale del Medioevo. La storia raccontata dalla Chevalier intorno a queste opere è molto carina e avvincente, ma non è mai ciò che mi colpisce in questo genere di libri. Mi piace leggere della creazione dell’opera, la descrizione dei dettagli, dei materiali, dei colori, della passione con cui viene curato e definito ogni passaggio del lavoro degli artisti e tessitori. E il mio cuore diventa pieno, non so se capite cosa intendo. Pieno di passione, amore e curiosità per opere tanto belle, così affascinanti e magnetiche. E allora lo so. Lo so che gli studi che ho fatto sono serviti a ben più di qualcosa. Mi hanno permesso di prendermi cura del mio sogno, di riempire il mio cuore e rendere la mia mente viva. E magari un giorno troveranno anche uno sbocco pratico, nel lavoro. Ma se anche non fosse così va bene, perché i sogni è bello anche solo coltivarli, come le passioni.

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8 thoughts on “La dama e l’unicorno

  1. Che dire, gran bel post! E sì, i sogni vanno coltivati, ridimensionati e adattati alla realtà, ma mai abbandonati e mi segno questo libro, perché apprezzo l’autrice e so che non mi deluderà 🙂

  2. questo è il libro che inizierò appena finito L’attentatrice… E’ uno di quelli che mi ha consigliato Nicoletta la bibliotecaria. E dopo il tuo post non vedo l’ora di leggerlo. Per quanto riguarda i sogni: “Il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi.” P.Valéry

  3. @Monica: grazie mille davvero!!!!

    @lay: ma se poi ti svegli, non è più un sogno… 😉
    e segui i consigli di Nicoletta la bibliotecaria, che questo libro è prorpio carino. E quando finirai di leggerlo, vorrei avere un tuo parere, oltre a dei biglietti per Parigi per andare a vedere gli arazzi dal vivo!!! Devono essere giganti e meravigliosi!!

  4. e Parigi sia!Tanto devo andare già a maggio con laVale quindi…verrai con noi!

  5. Lo sto leggendo anch’io. Sono solo all’inizio però non mi sta entusiasmando come la ragazza con l’orecchino di perla (già Strane Creature mi era piaciuto meno de la ragazza con l’orecchino di perla). l’inizio scivola nel pruriginoso, e poi ci sono alcune parti che si vede che sono state inserite solo perchè l’autrice aveva studiato gli arazzi e la loro storia. però continuo a leggerlo…

  6. devo dire che a me piacciono proprio quelle parti in cui vengono descritti gli arazzi, anche se messe lì per sfoggio..ma io diciamo che sono di parte!! 😉

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