sono una da Kindle?

Evabbè, lo so che solo due giorni fa ho tessuto le lodi del libro polveroso di biblioteca, e ho scritto una manfrina sull’estetica del libro, e ci credo veramente. Insomma, l’oggetto libro è parte integrante della lettura stessa. E credevo fosse un assunto assoluto fino a qualche tempo fa. Fino al giorno in cui una delle CCS (per capire di chi sto parlando clicca qui), che ha sempre letto tantissimo, per passione e per ricerca, se ne viene fuori con la notizia che suo marito le ha regalato il Kindle. Cioè, per farvi capire, io ho ancora davanti agli occhi l’Enciclopedia Treccani che le hanno regalato per la laurea (credo), quei libroni meravigliosi e super voluminosi, e mi immaginavo che li consultasse con regolarità che ne so, al posto di Wikipedia. Avevo quell’idea romantica dello studioso incorruttibile, immerso in mille scartoffie, tra appunti e incunaboli, con i guantini bianchi e le pinzette per non rovinare le sacre pagine. E devo dire che quest’immagine mi dava un grande senso di appagamento.

Ma forse non è più possibile crogiolarsi in quest’idea così lontana dalla realtà. Il mondo va avanti e così il libro si adatta e si trasforma e il bello è che può essere entrambe le cose. Puoi scegliere se leggere e comprare un libro cartaceo, uno di quelli che vale la pena avere sulle mensole della libreria e sfogliare con attenzione e piacere. Ma poi puoi anche scaricare su un aggeggio elettronico, che ne so, 100 libri, e sapere che li hai lì tutti insieme e li puoi leggere quando hai tempo, voglia, oppure li puoi tenere lì e basta, che tanto occupano pochissimo spazio (e nessuno sulla libreria).

Alla fine, benché ancora scettica, ho cominciato a mandare messaggi non troppo subliminali a ilmioLui (e sì, lo scrivo così tutto attaccato, che la parola mio sta proprio bene attaccata a Lui, che non sono una gelosa possessiva, no no), il quale non si sa come sia possibile me lo ha regalato pochissimi giorni fa.

E quindi sì, lo ammetto, ho un Kindle nuovo. E mi piace. Mi piace l’idea di non portarmi più due borse pesantissime in treno, che una è solo per il libro; mi piace che posso andare in giro senza l’angoscia di finire un romanzo e non averne dietro subito un altro da iniziare (sono una bulimica di libri, lo ammetto). Uno dei lati negativi invece, è che se incontro qualcuno in giro con un tablet in mano, non posso sbirciare la copertina per capire cosa sta leggendo. Insomma la mia indole da zabetta portinaia non viene appagata, ma tutto il resto potrebbe. Ve lo farò sapere comunque presto, visto che ho quasi finito di leggere il mio primo e-book!

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2 thoughts on “sono una da Kindle?

  1. Buongiorno, io ce l’ho da qualche mese, pensavo anch’io d’essere un ortodosso della carta e lo sono anche, ho in casa tre grandi librerie piene di libri, li continuo a comprare e leggere, non potrei farne a meno neanche ora che ho il kindle, ma è evidente quanto è comodo, è solo una modalità diversa che mai mi farebbe pensare che è l’unica modalità da ora in poi. Lo uso quando vado in giro, si legge anche bene, posso scrivere quel che penso e appuntarmi quel che voglio, potrei condividere, ne avessi voglia, le note e gli appunti, è un bel oggetto no?

  2. Buona sera rebusrebus! Trovo anch’io che sia un bell’oggetto, e ne sono stupita perché prima di averlo mi ritenevo contraria; è con me da pochissimi giorni e lo sto ancora conoscendo e soppesando, ma sicuramente non è un nemico del libro come credevo, tutt’altro!

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